Negli ultimi anni Asco ha costruito un percorso artistico originale nella scena elettronica internazionale. Dalle produzioni pubblicate su Spinnin’ Records alle collaborazioni con i Blasterjaxx, il DJ e producer italiano ha dato vita a Symphony of CAOS, uno show che unisce orchestra e musica elettronica in un’esperienza unica tra melodie sinfoniche e potenti drop techno. In questa intervista racconta la nascita e l’evoluzione di uno dei progetti più innovativi della scena EDM.
Il tuo percorso parte dal mondo del DJing tradizionale e ti ha portato a diventare il
“DJ orchestrale”. Qual è stato il momento chiave in cui hai capito che volevi unire
musica classica ed elettronica?
Volevo trovare un nuovo linguaggio che mi avvicinasse a un pubblico diverso dal canonico
clubber. In pandemia ho coinvolto altre arti per arricchire le mie livestream: danza classica,
trampolieri, musicisti, con grande riscontro nell’ampliamento dell’audience.
A fine pandemia il sindaco della mia città mi invita a realizzare qualcosa di unico che
celebrasse la fine di quel periodo, così ho pensato di riprendere un sogno che avevo da
piccolo, quando vidi il DJ olandese Armin Van Buuren esibirsi insieme a un’orchestra. Per
me era l’apice della carriera per qualsiasi artista. Così ho deciso di cimentarmi in questa
impresa: nasce Symphony of CAOS.
“Symphony of CAOS” nasce nel 2022 come progetto innovativo. Come si è evoluto
artisticamente da allora, sia a livello musicale che scenico?
La primissima volta che ho sperimentato questa contaminazione tutto era diverso: ero uno
strumento fra gli strumenti, un DJ in mezzo all’orchestra. C’era un susseguirsi di cose che
accadevano sul palco, fulcro di uno spettacolo che, dopo qualche edizione, mi sono accorto
aveva perso il legame con la musica e con quello che la sola musica poteva trasmettere al
pubblico. Nel 2024 ho scelto un radicale cambio di rotta, mettendomi alla direzione della mia
orchestra, con un lungo studio privato che scindeva radicalmente il mio percorso di studi e
carriera fino a quel momento. Ho scoperto qualcosa di magico e incredibile e, mano a mano,
mi sto permettendo di riportare in scena altri elementi, contestualizzandoli armoniosamente
con la musica e con la nuova scena.

Il dualismo tra caos e ordine è il cuore del tuo show. Come traduci questo concetto
in sound design e arrangiamenti orchestrali?
Il dualismo è chiaro nella musica quanto nello show. La musica del mio CAOS ha sempre
grandi pause orchestrali che mi vedono di spalle al pubblico mentre dirigo l’armonia; quando
mi giro verso il pubblico è chiaro che sta arrivando l’esplosione del drop techno. Così nasce
CAOS, sia nella composizione sia nel live.
Hai pubblicato su Spinnin’ Records e collaborato con i Blasterjaxx: quanto hanno
influenzato il tuo percorso e la tua crescita internazionale?
Ogni tassello è stato fondamentale nella mia carriera: dai sei anni in radio alle pubblicazioni
su Spinnin’ Records, che mi hanno portato a essere riconosciuto nel mondo come un
produttore discografico nell’industria dei grandi, fino ad arrivare alle collaborazioni. I
Blasterjaxx mi hanno insegnato molto: la struttura di un brano funzionale e quanto un sound
possa essere incredibilmente duro ma anche armonioso. Collegando ogni punto si è arrivati
al CAOS.
Ti sei esibito in festival iconici come l’Ultra Music Festival e il Balaton Sound. Cosa
cambia quando porti il tuo progetto in contesti così diversi?
Ogni volta è un’esperienza diversa: tutto cambia da contesto a contesto, da paese a paese e
ovviamente da città a città. Essere un artista in un festival come Ultra ti fa sentire come se
ogni sogno si fosse realizzato, ma scoprire quanto può essere diverso il pubblico di un
Symphony of CAOS a Parigi, con uno show due giorni dopo a Lione, è sconcertante.
Nel 2025 hai portato “Symphony of CAOS” al Fabrique registrando il tutto esaurito.
Che emozione è stata trasformare quel palco in un’esperienza orchestrale immersiva?
All’inizio molti mi dicevano che il Fabrique era una sfida enorme, un passo molto ambizioso.
Ma io sentivo dentro che era il momento giusto per provarci. Così mi sono preso la
responsabilità di crederci fino in fondo, fissando la data e iniziando a lavorare alla
promozione con tutta l’energia possibile. Nel giro di un mese eravamo sold-out e si sono
avvicinati grandi agenzie, brand e nuove opportunità. Se oggi vivo questo sogno è perché ho
imparato a fidarmi della mia follia. E continuerò sempre a farlo.
Il tuo stile è in continua evoluzione: in che direzione sta andando oggi il tuo sound?
Più club, più orchestrale o una nuova fusione ancora da scoprire?
Ultimamente capisco quanto questo progetto mi consenta di spaziare. Non c’è una regola,
non c’è un BPM né uno stile.Oggi metto pezzi hard techno a 160 BPM che abbracciano
melodie secolari di Vivaldi, e pure il pubblico riesce a impazzire per qualcosa che, preso in
un contesto a sé stante, sarebbe stato impossibile da amare alla stessa maniera. È la magia
del CAOS, che non so dove mi porterà musicalmente, ma che non ha confini.
Guardando al futuro: stai lavorando a nuove produzioni originali o magari a un
album che rappresenti pienamente la tua visione artistica?
Sto lavorando a produzioni originali e ho in programma il secondo album di Symphony of
CAOS sulla mia CAOS Label. Sarà una raccolta di cover e brani originali che hanno fatto
parte dei due anni successivi al rilascio del primo album.
Dopo il sold out delle date italiane e il successo europeo con Amsterdam e Valencia esaurite, cosa rappresenta per te questo momento della tua carriera?
È difficile da descrivere. È più di un sogno, è qualcosa che difficilmente riesco a realizzare
pensandolo. A volte si tende a guardare i numeri: le vendite settimanali, analizzare i trend,
capire se aumentare o diversificare alcune campagne. Ma dietro quei report fatti di numeri ci
sono persone che scelgono di acquistare un ticket per qualcosa che ho creato, per sentire
musica che creo con il mio computer. È inspiegabile il privilegio di poter scrivere questa cosa
e pensare che la sto vivendo.
Le nuove date estive 2026, Genova all’Altraonda Festival e Firenze al Decibel Open
Air, porteranno novità nello show? Possiamo aspettarci una versione ancora più
potente di “Symphony of CAOS”?
Il CAOS è sempre in evoluzione. Le novità saranno molte, soprattutto rispetto alla scorsa
edizione di Genova. Non vedo l’ora di portarle in scena.

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