Il Nameless si conferma una garanzia nel panorama dei festival italiani, ma è giusto fare anche alcune valutazioni critiche.
Dal punto di vista degli impianti audio e visivi, tutti gli stage hanno superato ampiamente la sufficienza, offrendo un’esperienza di alto livello sia per qualità sonora che per spettacolarità delle produzioni. Luci, visual e potenza audio hanno contribuito a rendere ogni esibizione coinvolgente.
Sul fronte organizzativo, invece, sono emerse alcune criticità. Il cambio di location molto probabilmente richiede ulteriori aggiustamenti logistici: l’unica via di uscita rappresenta un problema nelle serate di chiusura, creando inevitabili difficoltà nel deflusso del pubblico. Capitolo navette: quest’anno hanno rappresentato uno dei punti più deboli dell’evento, con una gestione che ha lasciato parecchi dubbi tra i partecipanti.
Voto complessivo festival: 8,5
PAGELLE HEADLINER
Calvin Harris
Non è stato il Calvin Harris che conosciamo dei grandi set di Ibiza e che tutti speravamo di vedere. Un DJ set apparso spento, a tratti confuso e senza quella verve che lo ha reso uno degli artisti più influenti della scena dance mondiale. Più una playlist ben costruita che un vero viaggio musicale. Nonostante tutto, ci eri mancato Calvin: torna presto.
Voto: 5
John Summit
La vera star di questo Nameless. Arriva il giorno prima, si diverte persino a prendere qualche lezione di italiano e il giorno dopo sale sul palco con l’entusiasmo di un bambino che ha appena ricevuto la sua prima bicicletta. Energia contagiosa, presenza scenica e una selezione musicale impeccabile: un DJ set stupendo e ricco di adrenalina.
Voto: 10

FISHER
A lui il compito di chiudere il festival, e si sa che il closing set non è mai semplice. Fisher però porta in scena tutta la sua esperienza con una tech house coinvolgente e visual spettacolari. Un’esibizione che ha fatto felici gli amanti del genere e ha chiuso il Nameless nel migliore dei modi.
Voto: 8
LE RIVELAZIONI
Manse
Il suo set progressive house nel primo pomeriggio è stato una vera iniezione di energia per gli appassionati del genere. Grandi classici, ottime transizioni e una capacità notevole di creare atmosfera.
Voto: 8
HALŌ
Hanno letteralmente spaccato il dancefloor del Main Stage. Con una progressive house moderna, fresca e allo stesso tempo ricca di identità, il gruppo ha saputo catturare l’attenzione del pubblico dall’inizio alla fine. Nessun momento vuoto, tanta energia e una selezione musicale che ha dimostrato personalità e qualità.
Se questo set è un’anticipazione del loro futuro, possiamo dire con tranquillità che sentiremo parlare molto di loro nei prossimi anni.
Voto: 9,5
Pendulum
Tutti lo aspettavano e non ha deluso. Arrivano sul palco e letteralmente travolgono lo stage. Sono uno di quegli artisti che “senti arrivare da lontano” per l’impatto sonoro e l’energia che riescono a trasmettere.
Voto: 8,5
Nostalgix
Una delle sorprese più interessanti del festival. Personalità, presenza scenica e una proposta electro house ben costruita, con cambi di ritmo intelligenti e mai banali.
Voto: 7,5
Erasmo
Vincitore del contest che gli ha aperto le porte del Nameless, domenica al Nameless Tent dimostra fin da subito di meritare quella possibilità. Non si lascia intimidire dall’emozione dell’esordio su un palco così importante e propone un DJ set Big Room energico e ben costruito, perfetto per dare il via alla giornata.
Voto: 8
Zapravka
Erano già stati protagonisti nella scorsa edizione, ma quest’anno hanno fatto un ulteriore salto di qualità. Un set esplosivo, pieno di energia e momenti memorabili, capace di far ballare tutto il pubblico pure il “lago”. Tra i grandi protagonisti di questo Nameless.
Voto: 9

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